"L’impegno politico inizia in età adolescenziale, sono affascinato dalla figura di Enrico Berlinguer..."

Nato a Sciaffusa (Svizzera) il 21 luglio 1970, in una famiglia di migranti Alessio e Rosa. Un fratello maggiore Pino, una garanzia assoluta di vita. Sposato con Alessandra, insegnante elementare, e padre di due splendidi figli Enrico di tre anni e mezzo e Roberto di solo 9 mesi. Laureato con lode in Scienze Politiche all’Università di Bari con una tesi in diritto internazionale sul principio di "non refoulement", ovvero l’impossibilità di respingere alla frontiera i rifugiati politici, lavoro come impiegato in una nota concessionaria d’auto della provincia.
Poco dopo la mia nascita la famiglia si trasferisce a Mottola, la mia città.
Frequento l’asilo dalle suore, faccio il chierichetto alla chiesa del Carmine ed intanto appassionato di musica imparo a suonare il clarinetto e per quasi vent’anni suono nella banda musicale del paese.
L’impegno politico inizia in età adolescenziale, sono affascinato dalla figura di Enrico Berlinguer, il suo corpo esile e la sua espressione corrucciata meglio di tutto racchiudono la sofferenza dei lavoratori e delle lavoratrici ed inizio a leggere i testi di Antonio Gramsci.
Una parte importante nella mia formazione politica la rivestono i miei zii, Antonio e la mitica "Nannina". Il primo iscritto al Pci e per molti anni sacrestano nella chiesa del Carmine e la seconda bracciante agricola presso la casa Ducale di San Basilio, i quali attraverso i loro racconti mi facevano rivivere il clima delle lotte bracciantili, la voglia di emancipazione delle classi lavoratrici e la dignità del vivere a schiena dritta e testa alta la povertà e la miseria in quegli anni. Non è facile essere comunisti nel Sud Italia nel periodo post bellico.
Come si vede il Pci e la Chiesa, come per la maggior parte dei ragazzi di quegli anni, sono stati i pilastri su cui ho costruito la mia formazione politica/culturale e la mia idea di società.
Quando Achille Occhetto scioglie il Partito Comunista Italiano inizia per me un perido di riflessione e di disagio politico ed intellettuale. Infatti il Pci non era solo un partito, era un’idea stessa di società e di vita.
Nel 1995 insieme ad altri compagni giovani ed anziani decidiamo di fondare a Mottola la sezione del Partito della Rifondazione Comunista, prima sede in via Palagianello.
Per oltre 10 anni sono stato il segretario del circolo "E. Berlinguer" di Mottola e componente del comitato politico Provinciale.
Nel 2006 sono entrato nella segretaria provinciale del Prc, in qualità di responsabile di economia e sviluppo.
Nel 2008 sono eletto all’unanimità segretario provinciale del partito, carica dalla quale mi sono dimesso all’indomani delle elezioni provinciali in quanto non ho condiviso la linea di chiusura ed arroccamento del partito.
Al momento mi considero un "homeless" (senza casa) della sinistra, e lavoro per la costruzione di un soggetto unico della sinistra forte, capace di attrarre passioni e competenze e che soprattutto venga vissuto come un’opportunità dai tanti italiani che non si rivedono nei partiti attualmente presenti nel Parlamento italiano.
Assessore comunale alla cultura nell’ultima giunta di centrosinistra di Mottola, fine anni novanta. Sono State eletto Consigliere Provinciale nel 2004 ed in quella assise ho rivestito la carica di Presidente della I° Commissione Affari Generali. Nel 2009 sono stato rieletto Consigliere Provinciale e nominato dal Presidente della Provincia Gianni Florido Assessore alle Politiche sociali e di parità. Attualmente sono anche capogruppo in Consiglio Comunale di RifondazioneMottola dove svolgo il compito di opposizione alla giunta di centrodestra.
 
Utenti on line
 1 visitatore online
Iscritti
Ricerca